L’Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia (AIRL) desidera esprimere il proprio sincero apprezzamento per la solenne celebrazione del “Giorno del Ricordo”, dedicata alle vittime delle foibe e all’esodo forzato degli istriani, fiumani e dalmati, che si svolge in queste ore a Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica, della Presidente del Consiglio e delle più alte cariche dello Stato.

Da sempre l’AIRL sostiene con convinzione il valore della memoria e il dovere del ricordo, quali strumenti fondamentali per comprendere la nostra identità e per affrontare il presente e il futuro con maggiore consapevolezza. Ricordare significa riconoscere le sofferenze di tutti quegli italiani che, senza colpe, furono travolti da eventi tragici e privati dei propri diritti, della propria casa e della propria dignità.

Pur nella diversità dei contesti storici e politici e nella specificità delle tragedie vissute, la nostra comunità condivide con quella istriano-fiumano-dalmata il dolore e la ferita profonda causati da vicende che hanno segnato per sempre le nostre esistenze. Anche noi subimmo la confisca totale dei beni e l’espulsione forzata dalla terra in cui eravamo nati e avevamo vissuto per decenni. Nonostante la violazione di un Trattato internazionale che avrebbe dovuto garantirci tutela, accettammo, per ragioni superiori legate ai rapporti tra Italia e Libia, di sacrificare i nostri diritti in cambio di promesse di assistenza e risarcimento mai realmente mantenute. A distanza di oltre cinquant’anni, quella ferita resta ancora aperta.

L’AIRL ha sempre orientato la propria azione alla difesa dei diritti dei Rimpatriati e, allo stesso tempo, al sostegno del popolo libico, duramente provato da anni di instabilità e sofferenza. I Rimpatriati hanno sempre distinto con chiarezza tra le persecuzioni subite dal regime e il popolo libico, verso il quale hanno continuato a nutrire sentimenti di amicizia e legami profondi. Il rafforzamento delle relazioni tra Italia e Libia rappresenta un obiettivo condivisibile, ma non può prescindere dal riconoscimento e dalla definitiva soluzione della nostra vicenda.

In questo contesto, l’Associazione desidera esprimere un sentito ringraziamento a quegli esponenti politici che, con sensibilità e impegno, si stanno adoperando affinché venga istituita una giornata ufficiale dedicata alla memoria dei profughi d’Africa, riconoscendo così una pagina di storia troppo a lungo rimasta ai margini della memoria collettiva nazionale.

Tuttavia, non possiamo nascondere la profonda amarezza per il mancato invito, anche quest’anno, di una delegazione dell’AIRL alla celebrazione ufficiale del Giorno del Ricordo. Tale esclusione rappresenta un ulteriore schiaffo alla storia degli Italiani di Libia e alla memoria nazionale, come se la nostra tragedia fosse ancora una volta considerata marginale o dimenticabile.

In tal senso, il ricordo non può essere selettivo. La memoria deve includere tutte le comunità che hanno pagato un prezzo altissimo per le grandi tragedie del Novecento. Solo attraverso un riconoscimento pieno e condiviso sarà possibile rendere giustizia alla nostra storia e restituire dignità a chi ha sofferto in silenzio per troppi decenni.

Francesca Prina Ricotti