“In merito a una lettura travisata dell’articolo pubblicato oggi 21 luglio su L’Adige, vorrei sottolineare come il problema della riparazione per i diritti violati non riguarda la Libia ma solo il governo italiano, in quanto uno Stato democratico non può non tutelare tutti i suoi cittadini.

L’Italia è responsabile nei confronti dei singoli rimpatriati della violazione del trattato italo-libico del 1956 avendo (forse comprensibilmente?) ritenuto preferibile non perseguire la strada della denuncia per non compromettere i rapporti economici e politici con la Libia.”

Francesca Prina Ricotti, Presidente AIRL