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Tripoli-Tobruk, riparte il dialogo. La Casa Bianca: siamo con l’Italia

Apr 23, 2017 | Rassegna Stampa

Un incontro definito “fruttuoso” da entrambe le parti, quello che si è tenuto venerdì a Roma tra i rappresentanti del governo libico di unità nazionale e gli esponenti del governo rivale di Tobruk. Mentre in Libia le fazioni in campo continuano a combattersi e mentre il traffico di esseri umani non cessa di mietere vittime, la diplomazia italiana prova a trovare il bandolo della matassa del conflitto. “Il presidente dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli e il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk desiderano esprimere il più profondo apprezzamento per il ruolo attivo e costruttivo del ministro Alfano e del governo italiano nel contesto dell’attuazione dell’Accordo politico libico e di ogni sua modifica condivisa”, è stato il comunicato congiunto firmato dal presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aghila Saleh, e del presidente dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli, Abdulrahman Swelhi. Uno sforzo riconosciuto anche dalla Casa Bianca che afferma di “condividere gli obiettivi dell’Italia”. Oltre le comunicazioni di rito, è chiaro come il colloquio rappresenti una ripresa del dialogo fermo ormai da febbraio. Sul tavolo c’è il nodo fondamentale della crisi: il futuro ruolo del Generale Khalifa Haftar, attuale comandante generale dell’Esercito nazionale libico appoggiato dalla maggioranza della Camera dei Rappresentanti di Tobruk che nega la fiducia a Serraj, spaccando la Libia. E anche su questo punto, ancora una volta, è l’Italia a meditare. “Serraj e il generale Haftar sono due attori tra i tanti che devono parlarsi in Libia. Sono entrambi personalità estremamente importanti, ma la riconciliazione nazionale necessita di un approccio inclusivo e della partecipazione delle principali componenti della società libica”, ha spiegato Alfano in un’intervista all’ADNKRONOS.

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