Stati Uniti e Russia non si faranno la guerra in Libia. Lo sostiene Arturo Varvelli, direttore dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr) a Roma e ricercatore Ispi. Varvelli parla del coinvolgimento statunitense nel paese nordafricano in un’intervista ad Agenzia Nova.

Nessuna Guerra Fredda in Libia

Secondo l’esperto di Libia siamo lontani da una escalation tra le due ex superpotenze in stile Guerra Fredda. La Russia è certamente vista a Washington come rivale politico e militare e ci si preoccupa del suo protagonismo. Non sembrano esserci però segnali per un aumento della presenza americana in Libia. Gli Stati Uniti, secondo Varvelli, si sottrarranno ad uno scontro diretto: “Non penso che Donald Trump abbia intenzione di impegnarsi in un nuovo conflitto”. Centrale, per l’esperto, è invece il ruolo ricoperto dalla Nato che deve mostrarsi compatta per riuscire ad incidere sulla crisi libica.

Per la Russia è centrale proteggere Haftar

Al momento la Russia in Libia si trova nella difficile situazione di non vanificare i successi del generale Khalifa Haftar, ottenuti con l’offensiva militare cominciata nell’aprile dello scorso anno. Come abbiamo scritto qualche giorno fa, la presenza della Turchia al fianco del Governo libico di accordo nazionale (Gna) ha certamente indebolito il leader della Cirenaica e Mosca ha dovuto prenderne atto . “La Russia – sostiene ancora Varvelli ad Agenzia Nova – è passata dalla consapevolezza del fallimento dell’offensiva a Tripoli a dover tenere compatto il fronte di Haftar”

Us africa command

Aereo russo in Libia (US Africa Command)

Gli Stati Uniti alzano la voce

Questa situazione sta generando però tensione tra Stati Uniti e Russia. In un comunicato gli americani hanno alzato la voce, sostenendo che Mosca abbia inviato aerei da combattimento militari in Libia per appoggiare militari privati.

“La Russia sta chiaramente cercando di ribaltare la bilancia a suo favore in Libia. Proprio come li ho visti fare in Siria, stanno espandendo la loro impronta militare in Africa usando gruppi mercenari supportati dal governo come Wagner”, ha affermato il generale Stephen Townsend del comando Africa degli Stati Uniti. ”

Di Maio tra Russia e Stati Uniti

Questo dualismo tra le superpotenze ha spinto il ministro degli Esteri Di Maio a un rinnovato dinamismo sul dossier Libia. La settimana scorsa Di Maio ha parlato telefonicamente sia con il suo omologo della Federazione Russa, Sergej Lavrov che col segretario di stato americano Mike Pompeo. In occasione della Giornata Mondiale per l’Africa del 25 maggio inoltre, come riporta l’agenzia libica Lana, il Ministro ha inviato un videomessaggio di saluto. Di Maio ha ricordato i fattori geografici e storici per i quali il Mediterraneo e l’Africa sono le prime aree di riferimento della politica estera italiana. Ha infine ribadito il sostegno dell’Italia alle Nazioni Unite affinché si creino le condizioni per un cessate il fuoco in Libia.

 

Daniele Lombardi, classe 1973, molisano a Roma, è giornalista, scrittore e grafico. Dal 2011 è direttore responsabile della rivista “Italiani di Libia” organo di stampa ufficiale dell’Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia Onlus. Ha scritto il noir “La confraternita del lupo”. Ha collaborato con ANSA, Notizie Verdi, Quotidiano della Sera e altre testate locali. Ha fondato Scriptalab, agenzia di comunicazione divulgativa e editing aziendale. Laureato in Sociologia Politica, ha un master in critica giornalistica conseguito presso l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.