|
Gli
italiani di Libia attendono adesso le decisioni concrete di Berlusconi
Comunicato
del 11 febbraio 2004
A seguito della visita di Berlusconi a Sirte del 10 febbraio,
l'Associazione degli Italiani rimpatriati dalla Libia rinvia
ogni valutazione su tale evento, in attesa delle conclusioni e
decisioni che il Presidente del consiglio intenderà assumere
per restituire giustizia e onore alla categoria, in coerenza con
i solenni impegni di indennizzo da lui stesso presi.
Questa -ritiene l'Airl- è l'unica strada concreta
per cominciare a risolvere, intanto da parte italiana, il difficile
contenzioso italo-libico. Con l'auspicio che un autentico
processo di riconciliazione possa svilupparsi su basi bilaterali
nel modo pi dignitoso per l Italia.
GiovannaOrtu Presidente Airl
Torna
su
Interrogazione
alla Camera dell'On. Sandro Delmastro delle Vedove (AN)
del 8 febbraio 2004
Subito dopo il comunicato stampa dell'Airl, On. Sandro Delmastro
delle Vedove (AN) ha presentato la seguente interrogazione a risposta
orale al ministro degli esteri Franco Frattini.
Premesso che:
- gli italiani espulsi dalla Libia, ed i loro figli, secondo quanto
riferisce e ribadisce l'Associazione Italiana Rimpatriati
Libia (A.I.R.L.), sono ancor oggi dopo quasi trentacinque anni
dalla rivoluzione del Colonnello Gheddafi, in attesa di ottenere,
fra laltro, il diritto civile di poter tornare da turisti nel
paese nel quale hanno vissuto per una intera generazione;
- nel quadro della auspicata normalizzazione dei rapporti fra
lItalia ed il governo libico, ed al di là del noto contenzioso
italo libico rimasto aperto nonostante il trattato bilaterale
del 1998 e gli impegni reciprocamente assunti nel primo incontro
fra i due capi dei rispettivi governi in data 28.10.2002, anche
tale particolare aspetto è meritevole di attenzione proprio
in quanto gli italiani espulsi ed i loro figli costituiscono la
vivente testimonianza di un doloroso contributo che l'Italia
ha già pagato alla Libia e che deve essere assolutamente
riassorbito se si vuole sul serio addivenire ad una normalizzazione
nel rapporto fra i due paesi;
tanto premesso
INTERROGA
l'On. Ministro degli Affari Esteri per sapere se, nel quadro degli imminenti incontri fra il Presidente del
Consiglio italiano e il leader libico Gheddafi, non si ritenga di dover porre con forza il problema del
riconoscimento del più elementare diritto civile, costituito dal diritto di poter tornare quanto meno da turisti
sul territorio libico, da parte di tutti gli italiani ingiustamente espulsi da quella nazione e dei loro figli.
On. Sandro Delmastro delle Vedove
Torna su
Le
attese degli italiani di Libia dalla visita di Berlusconi a Tripoli
Comunicato
del 8 febbraio 2004
In attesa della seconda visita di Berlusconi a Tripoli, in programma dopodomani martedì 10 febbraio, i 20 mila
Italiani espulsi dalla Libia e rappresentati dalla nostra Associazione danno pieno sostegno alla non facile missione
del Presidente del consiglio, il cui obiettivo di fondo, al di là delle motivazioni di politica internazionale,
è
sbloccare -in un colloquio diretto con il colonnello Gheddafi- il contenzioso italo-libico, rimasto aperto nonostante
il trattato bilaterale del 1998 e gli impegni già concordati nel primo incontro tra i due leader il 28 ottobre 2002.
Gli ex Italiani di Libia apprezzano altamente il nuovo, generoso e paziente tentativo di Berlusconi di ridefinire
una misura attendibile del gesto di riconciliazione preteso da parte libica, ovvero del contributo dellItalia
alla realizzazione di una nuova autostrada. Ma gli ricordano che tale apporto finanziario non potrà comunque
intaccare le risorse prioritarie, in misura pari ad almeno 250 milioni di euro, necessarie per la copertura
della legge per il definitivo indennizzo dei beni confiscati alla nostra Comunità solennemente promessa da
questo governo.
Gli italiani espulsi e i loro figli, tuttora in attesa di ottenere anche il diritto civile di tornare da turisti
in quel Paese, restano infatti nella vicenda storica del contenzioso italo-libico come la testimonianza vivente
di un doloroso contributo che l'Italia ha già pagato alla Libia, e che è necessario venga anch'
esso riassorbito
per una piena normalizzazione tra i due popoli.
Giovanna Ortu
Presidente Airl
Torna su
Stampa -
La versione ufficiosa della visita dal Corriere della Sera di giovedì
5 febbraio
Berlusconi a Tripoli dopo la svolta di Gheddafi
DIPLOMAZIA
ROMA - A poco più di un anno dalla sua visita precedente a Tripoli, Silvio Berlusconi tornerà martedì prossimo da
Moammar Gheddafi. Le versioni ufficiose italiane sottolineano che si tratterà del primo viaggio di un capo di governo
occidentale in Libia da quando, in dicembre, il Colonnello messo all'indice dagli Stati Uniti ha accettato di
rinunciare ai propri programmi per la costruzione di armi di distruzione di massa. Il segnale di amicizia contenuto
nellinvito, in realtà non cancella la complessitô dei rapporti italo-libici, nei quali le cornici positive non
hanno impedito che ai passi avanti seguissero lunghe fasi stagnanti.
E anche per recuperare rispetto alla Gran Bretagna, nostro alleato eppure concorrente sul piano politico e
economico, che il governo italiano ha bisogno di superare l'impasse cominciato poco dopo la visita compiuta
da Berlusconi il 28 ottobre 2002. Domani, a Londra, rappresentanti di Tony Blair dovrebbero valutare con il
sottosegretario di Stato americano William Burns ed emissari di Gheddafi come alzare di livello le relazioni
con Tripoli, intensificate pi o meno riservatamente dai britannici nellultimo anno. Si valuterà se e quando
il Colonnello manderà in depositi e laboratori degli Stati Uniti altri materiali per armi di distruzione di massa
oltre a quelli già spediti su un aereo.
Se il governo di Tripoli dimostrerà la sua serietà la sua buona fede verrà riconosciuta, ha detto
da Washington
il portavoce del Dipartimento di Stato Richard Boucher. Un riconoscimento potrebbe consistere più avanti nella
riduzione delle sanzioni commerciali americane verso la Libia.
Nel 2002 Berlusconi parlò con Gheddafi degli aiuti italiani che avrebbero dovuto convincere Tripoli a non avanzare
più rivendicazioni per il risarcimento dell'era coloniale, durata dal 1911 al 1943. Una decina di giorni fa il
leader della Rivoluzione ha dichiarato: Con Berlusconi non ho potuto fare nulla per risolvere definitivamente
la partita dei danni di guerra. Poco più tardi il ministro degli Esteri Shalgam è stato a Palazzo Chigi e ha
preso corpo la visita di poche ore prevista per martedì
M. Ca.
Torna su
Stampa -
Gianfranco Fini riceve Alobidi da La Repubblica del 5 febbraio
Berlusconi da Gheddafi
Roma Silvio Berlusconi sarà in Libia il 10 febbraio per incontrare il presidente libico Muammar Gheddafi. La notizia
è stata diffusa ieri da Palazzo Chigi dopo l'incontro tra l'ambasciatore libico e il
vicepresidente del Consiglio
Gianfranco Fini. Il presidente del consiglio sarà il primo tra i leader occidentali a incontrare il numero uno di
Tripoli dopo lannuncio che quest'ultimo smantellerà il proprio arsenale di armi a lunga gittata.
Fra i tanti temi
che saranno di certo in agenda c�quello delle compensazioni che la Libia pretende dallItalia per gli anni di
occupazione del suo territorio.
Torna su
Airl -
Il telegramma di Giovanna Ortu a Berlusconi mercoledì 4 febbraio
pomeriggio
Avuta notizia che la visita era stata fissata per martedì 10 febbraio, il Presidente dell'Airl Giovanna Ortu ha
inviato il seguente telegramma al Presidente Berlusconi e per conoscenza al Vicepresidente Gianfranco Fini:
Signor Presidente, in riferimento alla Sua visita a Tripoli di martedì prossimo confido che Lei, anche nel più
generale interesse della stabilità nel mediterraneo, possa finalmente chiudere il contenzioso con la Libia, che
comprende l'importante problema dei nostri visti. Sul piano interno, resta prioritario il risarcimento delle nostre
proprietà confiscate nel 1970. Le chiedo pertanto di essere ricevuta al Suo ritorno per dare corso concreto alle
promesse da Lei generosamente fatte nel nostro incontro, purtroppo mai onorate dal Governo, nonostante la volontà
ripetutamente espressa dal Parlamento, ancora nelle ultime settimane con l'ordine del giorno n. 9/4489/61, messo
agli atti dalla Camera con voto plebiscitario.
Il più caldo augurio alla Sua missione,
Giovanna Ortu
Presidente Airl
Torna su
Parlamento - Dalla Camera le prime indiscrezioni sulla visita mercoledì
4 febbraio ore 12.29
(Versione .pdf)
Torna su
Stampa -
Ansa del 30 gennaio alle 18:55 sul colloquio telefonico Berlusconi-Gheddafi
(Ansa) Milano 30 GEN - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha avuto ieri un colloquio telefonico con il
leader libico Muammar Gheddafi. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Franco Frattini sottolineando che tra Italia
e Libia esiste un 'rapporto storico'. Frattini che ieri ha partecipato all'incontro tra Berlusconi ed il ministro degli
esteri libico Abdulrahman Mohamed Shalgam, ha rilevato: 'Siamo un partner europeo di riferimento e continueremo ad
esserlo'.
Torna su
Governo
- Il comunicato ufficiale sullincontro a Roma Berlusconi- Shalgam
del 29 gennaio 2004
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il Ministro degli Esteri
di Libia Abdurrahman Mohamed Shalgam. All'incontro era presente il Ministro degli Esteri Franco Frattini.
Il Ministro Shalgham ha illustrato gli sviluppi della politica estera libica, alla luce delle recenti dichiarazioni
sulla rinuncia ai programmi per le armi di distruzione di massa, confermando la volontà di Tripoli di procedere sul
cammino del pieno reintegro della Libia nella comunità internazionale.
Il Presidente Berlusconi ha espresso apprezzamento per le dichiarazioni di apertura espresse dalle Autorità di
Tripoli,
sottolineando che esse sono state facilitate dalla costante politica di dialogo costruttivo mantenuta dall'Italia
e dall'azione di avvicinamento all'Europa svolta nel corso del semestre di presidenza italiana.
Il Presidente Berlusconi ed il Ministro Shalgam hanno infine esaminato lo stato dei rapporti fra i due Paesi, esprimendo
soddisfazione per il positivo andamento delle relazioni economico-commerciali ed hanno approfondito le modalità per
avviare a soluzione alcune questioni bilaterali rimaste aperte.
Torna su
|