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L'Airl saluta
Papa Benedetto XVI
Gli
italiani rimpatriati dalla Libia rivolgono al nuovo Papa espressioni
affettuose di augurio convinti che porterà avanti l'opera illuminata
del suo Predecessore e accolgono con particolare favore le sue dichiarazioni
in tema di dialogo interreligioso.
Nel
ricordo ancora vivo della partecipazione all'ultima udienza di Giovanni
Paolo II il 19 gennaio scorso, si augurano che Benedetto XVI voglia
e possa accordare ai rimpatriati, in tempi ragionevolmente rapidi, quell'udienza
che la volta scorsa è stata resa possibile tramite i buoni uffici
dell'Ambasciatore di Libia presso la Santa Sede.
I
rimpatriati danno l'addio al loro Papa
Quando
il 19 gennaio scorso siamo andati a scaldare il nostro cuore a cospetto
del Papa per la prima volta dopo trentaquattro anni di permanenza in
Italia, non immaginavamo che quell'udienza generale sarebbe stata l'ultima,
concessa dal Santo Padre, prima dell'aggravarsi della malattia che da
anni minava la sua eccezionale fibra e che lo avrebbe, nel giro di poco
più di due mesi, portato alla morte. Nel ricordo di quei pochi
privilegiati di noi che hanno potuto in quella occasione avvicinarlo,
resterà indelebile l'impressione del carisma che quel corpo sofferente
emanava.
La
Presidenza e il Consiglio direttivo dell'AIRL partecipa al dolore della
Santa Sede e di tutto il mondo per la perdita di un Pontefice illuminato,
di un grande Uomo che ha saputo parlare al cuore di ognuno di noi e
rinnova i ringraziamenti all'Ambasciatore di Libia presso la Santa Sede
che ha reso possibile quell'incontro.
Il
Papa riceve gli italiani di Libia
Una delegazione dell'Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia guidata dal Presidente Giovanna Ortu è stata ricevuta da Giovanni Paolo II, partecipando all'Udienza Generale di mercoledì 19 gennaio scorso. La delegazione dell'AIRL è stata presentata a Giovanni Paolo II che l'ha accolta con la Sua benedizione. Giovanna Ortu ha rivolto al Santo Padre queste parole di saluto: "Dedichiamo commossi a Vostra Santità la nostra testimonianza di riconciliazione e di dialogo interreligioso con gli amici islamici della Giamahiria, il Paese nel quale siamo nati. La ringraziamo per averci benevolmente ricevuti ascoltando l'Ambasciatore di Libia presso la Santa Sede, che si è fatto interprete del nostro desiderio di avvicinarLa".
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