Lunedì, 27 February 2017 14:59

NUOVI EQUILIBRI. Le domande

Written by Redazione
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Quando è stato firmato il Memorandum d’intesa Italia-Libia?

Il Memorandum è stato elaborato e sottoscritto dal premier libico Fayez Mustafa Sarraj e da quello italiano Paolo Gentiloni a Roma il 2 febbraio 2017. Il testo è stato redatto in due copie originali, ciascuna in lingua araba e

italiana.

Per quanto è valido?

L’accordo è entrato in vigore al momento della firma. Ha validità triennale e sarà tacitamente rinnovato alla scadenza per un periodo equivalente.

Che cosa prevede?

Lo scopo del Memorandum è quello di fermare l’immigrazione illegale, il traffico di esseri umani e il contrabbando tra le sponde sud e nord del Mediterraneo.

Qual è l’impegno del nostro governo?

L’Italia, si legge nel testo, garantisce sostegno alle istituzioni libiche di sicurezza e alle regioni colpite dal fenomeno dell’immigrazione illegale. Vale a dire training, equipaggiamento, assistenza alla guardia costiera libica, droni per il controllo dei confini e motovedette. Ma anche supporto per energie rinnovabili, infrastrutture, sanità, trasporti, sviluppo delle risorse umane.

Perché Minniti ha visto i sindaci del Fezzan?

L’intesa di Roma parla di «completamento del sistema di controllo dei confini terrestri del sud della Libia», oltre che di «adeguamento e finanziamento dei centri di accoglienza usufruendo di finanziamenti disponibili da parte italiana e di finanziamenti dell’Ue». Proprio a proposito del controllo dei confini meridionali della Libia il ministro dell’Interno Marco Minniti ha siglato un secondo accordo con dieci sindaci delle principali città del Fezzan.

E Tripoli che cosa garantisce?

Il governo di Sarraj si impegna a garantire la sicurezza dei confini libici, terrestri e marittimi, e di combattere il traffico di esseri umani e il contrabbando.

Si parla anche di programmi di sviluppo?

In chiusura il Memorandum cita «il sostegno alle organizzazioni internazionali che operano in Libia per proseguire gli sforzi mirati anche al rientro dei migranti nei propri Paesi d’origine» e «l’avvio di programmi di sviluppo, attraverso iniziative di job creation".

Additional Info

  • Testata giornalistica: La Stampa
Read 199 times Ultima modifica il Giovedì, 02 March 2017 09:52