Venerdì, 20 December 2019 13:06

Di Maio vede Sarraj e Haftar: abbassate le vostre armi

Written by Lorenzo Cremonesi
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Paura per l’escalation della violenza, l’esortazione ad abbassate le armi e ricercare una soluzione con la forza della diplomazia. Ci sono stati anche momenti difficili durante la missione in Libia del ministro degli esteri Luigi Di Maio che, dopo il premier Sarraj, ha incontrato l’ “uomo forte della Cirenaica”, il generale Khalifa Haftar. Che rivedrà a Roma, ha fatto sapere Di Maio, già nei prossimi giorni.

Che davvero Luigi DI Maio sia riuscito a capirsi con Khalifa Haftar? A sentire i diplomatici italiani al seguito del neoministro degli Esteri, il momento più difficile della lunga serie di incontri previsti ieri in Libia era proprio con il coriaceo “uomo forte della Cirenaica” e si sarebbe rivelato un successo. Ovvio che soltanto nei prossimi giorni riusciremo a comprendere se l’obiettivo ambizioso di riportare l’Italia al centro del nodo libico e proporsi come apripista per i partner europei nella regione si stato in qualche modo raggiunto. Due personaggi agli antipodi. Anni luce lontani per età, cultura, esperienze, modi di fare e pensare. Haftar, che ripete che prima farà la guerra e poi penserà alla democrazia, contro Di Maio, che rilancia invece il motto europeo e delle Nazioni Unite per cui la soluzione alla crisi libica “non può essere militare”. Ma nell’ora di colloquio a Bengasi i due pare si siano parlati in modo franco della necessità di coinvolgere tutti gli attori per la pace in Libia, a partire da Russia e Turchia. Si prevede la prossima riapertura del consolato italiano. Intesa anche sul tema migranti, un pezzo forte per l’anziano militare che da sempre promette di essere l’unico a poter controllare i confini. “Se l’avessi conosciuta prima, oggi forse avremmo raggiunto un accordo. Rivediamoci. Anche il mese prossimo a Roma”, conclude Haftar.

A Tripoli l’Italia gioca in casa visto che ha sempre sostenuto il governo di Accordo Nazionale guidato da Fayez Sarraj. Il premier e Di Maio si spalleggiano sulla necessità di rilanciare il processo Onu per la conferenza di pace a Berlino. La logica “inclusiva” deve trionfare. Però non mancano le critiche italiane, già espresse al ministro degli Esteri Mohammes Taher Siyala a Roma pochi giorni fa, contro l’accordo del 27 novembre tra Tripoli e Ankara per l’ampliamento delle rispettiva acque territoriali in cambio dell’invio di aiuti militari turchi. Un accordo che Sarraj difende quale unica garanzia per poter controbattere agli aiuti bellici che stanno raggiungendo il campo rivale. “Se l’Europa non ci difende, ben vengano le armi turche”, ribadiscono a Tripoli.

Additional Info

  • Testata giornalistica: Corriere della Sera
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