Mercoledì, 05 June 2019 10:43

Soltanto una federazione di città-Stato può salvare il Paese

Written by Fausto Biloslavo
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“La Libia è l’esempio del fallimento dell’Onu” spiega l’analista Arturo Varvelli. Il risultato è una Siria alle porte o ancora peggio una Somalia, secondo il responsabile dell’Osservatorio Mediterraneo dell’Istituto per gli studi di politica internazionale intervistato da Panorama. Nel Paese si sta profilando uno scenario siriano alle porte di casa nostra? Se lo intendiamo come ingerenza delle potenze straniere e infiltrazioni jihadiste, purtroppo, è così. In Libia, però, non c’è l’odio settario che ha provocato un enorme bagno di sangue in Siria. Un altro scenario da utilizzare quale paragone di uno Stato fallito, è quello somalo. Sia che guardiamo il governo di Serraj sia che si consideri il signore della guerra Haftar, la Libia è un Paese fallito da tempo. Le ingerenze e forniture di armi da parte di paesi stranieri a tutte le forze in lotta sono evidenti. Ma non c’era un embargo dell’Onu? Sì, ed è abbastanza paradossale e pure sintomatico dei tempi attuali. Ci troviamo di fronte a una Organizzazione delle Nazioni Unite che è sempre più una finzione. Sembra proprio che non ci creda più nessuno. La Libia è l’esempio della disfatta dell’Onu. Tutti appoggiano a parole l’inviato delle Nazioni Unite, Ghassan Salamè, e poi ogni Paese fa i propri comodi e interessi. Le forniture di armi ne sono la prova evidente. Si rischia il ritorno dei gruppi jihadisti, che vengono segnalati soprattutto contro Haftar? Il pericolo è concreto. Simile a quello che è accaduto in Siria, con Haftar visto come un novello presidente Assad. Il generale ha il potenziale di rivitalizzare il fronte jihadista contro la sua avanzata. E dall’altra parte le forze governative vengono prese in ostaggio dagli estremisti soprattutto sul lungo periodo. Quando si deve  vincere una guerra si imbarca chiunque. Il governo italiano cosa potrebbe fare per scongiurare il peggio? Prima di tutto evitare scontri frontali con la Francia. E trovare un punto di mediazione con Parigi per imporre una posizione europea comune e più chiara. Anche il presidente francese Macron ha fallito nel tentativo di trasformare velocemente Haftar da attore militare a politico. Lei ha ipotizzato una soluzione federalista. Di che cosa si tratta? Abbiamo scritto un report su un’ipotesi di federalismo città-centrico. Alcune milizie come quelle di Misurata e Zintan sono talmente forti, che di fatto amministrano i loro caposaldi come città-Stato. Perché non istituzionalizzarlo in senso autonomista e federale? Il piano deve partire dai libici con le città che decidono come spartirsi i proventi delle risorse energetiche.

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  • Testata giornalistica: Panorama
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