Mercoledì, 12 September 2018 10:53

Il Trump spaccone di Woodward “Dobbiamo prenderci il petrolio libico”

Written by Paolo Mastrolilli
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Il 25 lugliodel2017 Il consigliere per la sicurezza nazionale, McMaster, era entrato nell'Ufficio Ovale per far firmare aI presidente un ordine molto delicato riguardo la Libia. «lo- gli aveva risposto Trump irritato non lo firmerò. Gli Stati Uniti dovrebbero prendersi il petrolio. I generali non sono sufficientemente concentrati sul fare i soldi:-non capiscono quali dovrebbero essere i nostri obiettivi, e hanno impegnato gli Usa in tutte le maniere sbagliate.Questa rivelazione descritta nella pagina 230 di Fear (Paura), i! saggio di Bob Woodward uscito Ieri nelle librerie, offre uno spaccato inedIto e importante sulla presidenza Trump. l contrasti interni all'amministrazione, le liti, gli insulti, sono già stati raccontati. Tra le pagine, però, si può seguire anche un filo rosso che fa luce sul disinteresse del capo della Casa Bianca per il ruolo stabilizzante degli Usa nel mondo, il difficile rapporto con gli alleati tradizionali, la diffidenza politica, economica e strategica verso i paesi europei più vicini a Washington.A che serve la Nato? Un primo segnale evidente di questa inclinazione di Trump era già emerso 1'8 febbraio del 2017, nemmeno tre settima ne dopo Il giuramento, quando l'allora capo di gabinetto Priebus aveva organizzato una cena nella Red Room della Casa Bianca, a cui aveva Invitato tra gli altri il segretario alla Difesa Mattis il capo de gli Stati Maggiori Riuniti Dunford. L'obiettivo era discutere il rapporto con la Nato e gli alleati europei. La conversazione era cominciata con qualche imbarazzo, perché il presidente aveva attaccato il senatore McCain, accusandolo di essersi fatto liberare prima quando era prigioniero in Vietnam, sfruttando il padre che era ammiraglio. «No, signor presidente lo aveva corretto Mattis - è il contrario. McCain aveva rifiutato di essere rilasciato- . «Oh, okay-, aveva risposto lui distrattamente. Il generale Kellog aveva ripetuto le critiche fatte da Trump durante la campagna elettorale, secondo cui la Nato è obsoleta», egli alleati sfruttano gli Usa. «Questo era intervenuto Dunford non sarebbe il mio punto di vista». Il presidente si era mostra to sorpreso: «Ma davvero? E quale sarebbe il tuo punto di vista?». Dunford aveva spiegato che la Nato è un'alleanza molto utile e strategicamente irrinunciabile per gli Usa, e Mattis aveva assicurato che prima o poi la Germania sarebbe arrivata ad investire Il 2% del Pil nella difesa. Trump aveva insistito con le sue critiche, chiedendo anche quale sarebbe stato il prossimo Paese ad abbandonare la Ue, dopo la Brexit. l generali avevano replicato c he era nell'interesse degli Usa avere un'Europa forte, unita e alleata: Se non ci fosse la Nato - aveva concluso Mattis dovremmo inventarla. La Russia non avrebbe ma-dodi vincere una guerra, contro la Nato». Solo allora Trump si era rassegnato: «Ok, potete tenervi la vostra Nato. Tu però aveva aggiunto rivolgendosi a Mattis diventerai l'esattore». Qualche tempo dopo era stato il consigliere Bannon a lamentarsi con i generali per le priorità sbagliate. Aveva chiamato una stretta collaboratrice di Mattis, attaccandolo cosi: «Non si capisce niente.  Un giorno dite che la priorità è la Libia, l'altro la Siria. Lui è frustrato […]

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  • Testata giornalistica: La Stampa
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