Sabato, 08 September 2018 11:25

A sette anni dalla rivoluzione che fine hanno fatto i Gheddafi?

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Durante i 42 anni di suo potere si è detto che Gheddafi era la Libia. Ma forse lo è ancora: l’ombra del rais aleggia sul Paese africano anche a sette anni dalla sua uccisione. Mentre a Tripoli nei giorni scorsi infuriavano i combattimenti, il nome più gettonato sulla Libia era proprio quello di Mu’ammar Gheddafi. La sua eredità politica, le sue previsioni in caso di vittoria dei ribelli nel 2011, il paragone impietoso tra la Libia di oggi profondamente destabilizzata (per non dire inesistente) e quella dove, nel bene o nel male, esisteva comunque uno Stato centrale seppur incarnato nella persona del rais. La fine di Mu’ammar Gheddafi la si conosce: le macabre immagini della sua cattura ed uccisione hanno fatto il giro del mondo nell’ottobre 2011. Ma che fine ha fatto la sua famiglia? 

Il destino dei figli di Gheddafi

Mu’ammar Gheddafi ha avuto otto figli, sette maschi ed una femmina. Soltanto il primogenito è figlio della relazione del primo matrimonio del colonnello, Fatiha. Gli altri invece sono tutti nati dal secondo matrimonio, quello con Safia Farkash. Quest’ultima è la donna che il colonnello ha avuto al suo fianco fino a pochi mesi prima della sua uccisione, ma sulla sua origine c’è sempre stato un alone di mistero. Ufficialmente sarebbe araba da parte di madre, ungherese da parte di padre. Ma molti sostengono invece che lei non ha alcuna origine araba e sia europea (e cristiana) da entrambe le parti. Secondo la versione “accettata” dai media libici ai tempi di Gheddafi, i due si sarebbero conosciuti in un ospedale di Bengasi dove lei era infermiera e lui invece soggetto ad un’operazione di appendicite. Ma in realtà più di una voce confermerebbe come Muhammar Gheddafi e Safia Faskash si siano conosciuti negli anni ’50, quando l’allora giovane colonnello libico studiava in un’accademia militare dell’ex Jugoslavia. Secondo questa versione, Safia sarebbe nata in Bosnia da una famiglia ungherese trasferitasi lì quando il paese balcanico era all’interno dell’impero asburgico. 

I potenziali successori di Muhammar Gheddafi sono proprio figli suoi. In primis, Saif al Islam Gheddafi: nato nel 1972, è a lui che oggi gli eredi politici del colonnello guardano per un eventuale ritorno di un Gheddafi al potere. Saif ha sempre mostrato durante gli anni di governo del padre di essere politicamente molto attivo: è lui che compare in tv, ancora prima del colonnello, per parlare con i libici allo scoppio delle proteste del 2011 e cercare di calmare gli animi. Ed è ancora proprio lui negli ultimi anni della Jamahiriya a consigliare al padre importanti riforme, volte a rendere più stabile la Libia in vista di un eventuale passaggio di consegne. Catturato nel 2011 e ferito alla mano da un raid della Nato, Saif è stato condannato a morte nel 2015. Ma le milizie che lo avevano in consegna, ossia quelle di Zintan, prima rifiutano di consegnarlo alla corte di Tripoli, poi lo liberano. Oggi vive, da uomo libero, in Libia ma non è mai apparso in video. Si vocifera, nel caso di elezioni, di una sua possibile candidatura per guidare il paese e, in tal senso, molte tribù e diversi cittadini sarebbero pronti a sostenerlo. 

Un altro potenziale successore era Mutassim Gheddafi, quartogenito del colonnello. Nato nel 1974, di lui si parlava molto bene in ambienti diplomatici. La sua visita a Washington nel 2009, dove ha incontrato l’allora Segretario di Stato Hillary Clinton, è stata vista all’epoca come un suo successo personale essendo stato delegato dal padre ad aprire importanti canali di dialogo con gli Usa. Di Mutassim si parla al passato e non a caso: è proprio lui ad essere al fianco del rais a Sirte nell’ottobre del 2011 ed assieme al padre viene giustiziato dagli insorti. Un altro figlio di Gheddafi famoso in Europa è indubbiamente Saadi, nato nel 1973. Impegnato nel mondo del calcio, oltre ad essere stato presidente della locale federcalcio Saadi ha giocato in Serie A con Perugia, Sampdoria ed Udinese. Non proprio una gran bella figura come calciatore, ma indubbiamente nei primi anni 2000 questo ha attirato l’attenzione dei media sulla Libia e sul nostro campionato. Attualmente è rinchiuso in un carcere di Tripoli. Alcuni anni fa in un video era apparso bendato e preso a bastonate sui piedi da non meglio specificati miliziani. 

Di Hannibal, nato nel 1975, si conoscono soprattutto i suoi guai con la giustizia in Europa. A Roma, come a Parigi, ma soprattutto a Ginevra le autorità lo hanno bloccato per maltrattamenti in un albergo. In quel caso era scoppiato un caso diplomatico con Muhammar Gheddafi che aveva chiesto all’Onu addirittura lo scioglimento della confederazione elvetica. Sayf Al Arab, nato nel 1982, è deceduto durante i bombardamenti Nato del 2011. La sua morte ha generato proteste anche in Europa: prima della guerra, il giovane figlio del rais studiava in Europa e non aveva avuto nulla o quasi a che fare con la gestione del potere di suo padre. Eppure sarebbe stato oggetto di un bombardamento Nato mirato contro di lui. Non si sa invece nulla di Khamis, il più giovane dei Ghaddafi: dato per morto durante la guerra, nel 2013 sarebbe invece stato protagonista di un’irruzione in una caserma nel sud della Libia. Ufficialmente risulta latitante, ma non si hanno più notizie da diverso tempo. 

La famiglia Gheddafi in Oman

A parte il discorso che riguarda Saif, che vive da uomo libero in Libia, esiste oggi un quartier generale dei Gheddafi? E soprattutto, la famiglia del rais è ancora unita e coesa? Nel 2011 si avevano tante notizie circa la fuga dei Gheddafi tra Algeria e Niger. Dal 2015 invece, tutti gli scampati dalla guerra di sette anni fa si trovano in Oman. La stessa Safia Farkash è nella capitale del sultanato da almeno tre anni ed ha al suo fianco, in primis, l’unica figlia femmina avuta con il colonnello. Aisha, nata nel 1976, aveva un buon rapporto con il padre: è diventata molto giovane avvocato, ha difeso anche Saddam Hussein nel processo del 2005 successivo alla cattura dell’ex rais iracheno. Sarebbe lei, assieme alla madre, a curare dall’Oman gli interessi della famiglia Gheddafi. 

In Oman si trova anche Muhammad, primogenito ed unico figlio avuto dal rais con la prima moglie. Nonostante sia stato il primo figlio del colonnello, è sempre stato distante da ogni ipotesi di successione politica al padre ed ha gestito negli anni la compagnia telefonica di Stato. Anche Hannibal è in Oman con la madre e la sorella, il suo ruolo attuale all’interno della famiglia non è però mai stati ben specificato. Da lì, dalla capitale del sultanato, i Gheddafi guardano ed osservano le ultime evoluzioni sul campo libico. Da lì sentono anche le voci di tanti libici che rimpiangono la stabilità e, forse, proprio da lì i Gheddafi sarebbero pronti a far rientro in Libia specie se i propositi di Saif di diventare presidente possano trovare presto concrete sponde di realizzazione. 

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  • Testata giornalistica: ADN Kronos
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