L'altra faccia dell'America

15,00 € cad.

Specifiche

Alberti & C.Editori
di di Pino Lo Porto

Vivo è l\'interesse suscitato nei nostri associati e nei lettori del giornale da un fenomeno singolare: nel giro di pochi mesi sono usciti ben tre libri “diario” di cui sono autori persone rimpatriate dalla Libia; a questi si aggiunge il romanzo di Sandro Carucci nel quale è facile intuire numerosi riferimenti personali aldilà dei personaggi e storie riconducibili alla fantasia dell\'autore.

Dopo “Costruttori di pace” di David Gerbi e “Il ribelle” di Elia Journò è ora la volta di “L\'altra faccia dell\' America” di Pino Lo Porto che a Tripoli è nato e vissuto fino agli anni sessanta e che proprio qui ha iniziato e sviluppato i primi rapporti con quella realtà americana che in modo addirittura drammatico avrebbe in seguito condizionato la sua vita.

Quella di Pino è una esperienza personale assai particolare attraverso la quale l\'autore arriva a dare del “mito americano” un\'interpretazione decisamente negativa con numerosi puntuali riferimenti anche al drammatico prezzo che la più grande potenza del mondo è oggi chiamata a pagare.

Ricordavo Pino, affascinante protagonista della Tripoli fine anni cinquanta, avevo seguito il suo inserimento nel mondo imprenditoriale romano agli albori dell\'informatica, lo avevo perso di vista nei due decenni della sua brillante affermazione americana conclusasi –come Pino racconta nel suo libro- con una cocente sconfitta professionale e soprattutto umana.

Non voglio anticiparvi altro perché, se l\'editore ricorda che il libro si legge tutto d\'un fiato, Ennio Rossignoli nella prefazione afferma che la “passione si misura sui fatti e i giudizi sulla sincerità e definisce ‘sorprendente\' la lettura di questo ‘pamphlet\' lucido e severo sui vizi americani, specie quelli mascherati da virtù”.

È interessante la conclusione cui Lo Porto giunge per affermare il suo atteggiamento positivo e costruttivo nei confronti della vita “Il segreto per continuare a lottare è non tenerti stretto ciò che hai, ma lasciare andare ciò che hai perso”.

Sarebbe interessante per Italiani d\'Africa, e forse lo faremo, mettere a confronto i quattro autori che nel giro di soli quattro mesi hanno dato alla stampa il frutto del loro impegno letterario per cercare di capire se vi siano degli elementi comuni in persone così diverse per età, religione, esperienze professionali ed umane e quali e quanti di questi elementi comuni siano riconducibili a quell\'ingrediente coagulante che li riguarda tutti: infanzia e giovinezza trascorsa in Libia, profonda nostalgia per quel Paese.

Per ulteriori informazioni, potete visitare il sitowww.oscarlafontaine.com

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