Sognando Bir Hoggàt

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Specifiche

M. Baroni Ed.
di Sandro Maria Carucci

Questa raccolta di poesie del tripolino Sandro Carucci ritengo rappresenti la migliore risposta che un italiano di Libia possa dare a chi lo accusi di essere stato e di continuare ad essere un colonialista per il suo persistente attaccamento a quel lembo di terra africana o, come si è soliti dire, il suo “mal d’Africa”.
La risposta a questa “accusa” ce la dà, appunto, Carucci, nella nota introduttiva alle sue liriche quando, interrogandosi sulla struggente nostalgia che lo attanaglia, gli sorge il dubbio che si tratti di “una patologia da sopravvissuti, connotata dal rifiuto della realtà presente e quindi dal negativo crogiolarsi nella memoria di un passato che non ritorna”. Ma poi, riflettendo sul fatto che molte delle sue poesie sono da lui state concepite “quando il passato era ancora presente”, conclude che esse sono “la testimonianza dei moti dell’anima, delle riflessioni, delle sensazioni che in un occidentale hanno provocato l’accostarsi al mondo africano ed il viverne la magìa. Una magìa che promana dagli orizzonti, dai colori del cielo e della terra, dagli odori, dai costumi e dalla lingua della gente, dalle ombre e dalle luci, da tutto quanto si contrappone, in una parola, alla vecchia Europa...”. E, basta leggere una qualsiasi delle sue belle, intense poesie, per capire l’autenticità della sua affermazione.
Con questa pubblicazione Carucci, non solo si affianca alla già nutrita schiera dei connazionali che hanno lasciato testimonianza scritta della loro esperienza in terra libica, ma in detta schiera conquista prepotentemente una posizione preminente, sia per l’eleganza formale del suo linguaggio poetico, sia per il contenuto fantastico delle sue liriche.
Nel consigliare ai nostri lettori di leggere questo interessante e piacevole libro, formuliamo l’auspicio che esso sia presto seguito da altri scritti dello stesso autore.

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