Viaggio il Libia, un Paese senza stabilità. I meccanismi di una struttura «mafiosa»: ogni fazione ha propri ambiti di supremazia e, appena collidono, scatta la sparatoria

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È calato il numero degli sbarchi, ma non basta. Proprio in queste ore, la Spagna vede quadruplicare gli arrivi dal Marocco e si va delineando una nuova rotta diretta via Mar Nero tra Turchia e Romania. La soluzione è altrove

 

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Ashraf e sua madre Jamina tra migliaia di migranti disperati. L’Onu si occuperà di loro?

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Nell’ambito degli incontri di studio sulla Libia, organizzati dall’Associazione rimpatriati dalla Libia onlus, mercoledì 7 giugno alle ore 17, presso la Biblioteca nazionale centrale di Castro Pretorio, avrà luogo la presentazione del libro del prof. Luigi Scoppola Iacopini ‘I “dimenticati”. Da colonizzatori a profughi, gli italiani in Libia 1943-1974’.

 Parteciperanno alla discussione, moderati da Gerardo Pelosi de Il Sole 24Ore, Davide Meghnagi, professore di Psicologia clinica dell’università Roma Tre, Victor Magiar, scrittore ed esperto di cooperazione internazionale, Arturo Varvelli, ricercatore senior dell’ISPI e Francesco Prestopino, responsabile cultura dell’AIRL Onlus.

L’obiettivo dell’autore è di far luce su una vicenda poco indagata della storia italiana del secondo dopoguerra: l’esperienza dei nostri connazionali in Libia a partire dalla fine del regime coloniale, largamente ignorata dall’opinione pubblica dopo il 1943.

Le ragioni di un simile oblio sono diverse, in primis il comprensibile desiderio da parte degli italiani di voltare pagina dopo la guerra. Idem per i soggetti istituzionali, più o meno compromessi col fascismo: la Chiesa cattolica, la burocrazia statale e le forze armate, che avevano appoggiato il regime; sui partiti politici tutti, invece, ricadevano le responsabilità di una condotta che aveva spianato l’accesso al potere del fascismo. Gli attori istituzionali avevano le proprie buone ragioni nel far sì che, dopo il 1947, il tema delle ex colonie e dei nostri connazionali sparisse dal dibattito pubblico o, in alternativa, che venisse riletto alla luce di ricostruzioni di comodo, faziose o parziali.

Nel 1970, espulsa da Gheddafi e ignorata da tutti, la collettività italiana in Libia finì quindi per pagare per colpe non sue, sacrificata sull’altare della ragion di Stato e di un vorticoso giro di affari legato al rifornimento energetico dell’Italia e, più in generale, al crescente volume dell’import/export.

Luigi Scoppola Iacopini è dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università “La Sapienza” a Roma. Con altri autori, ha scritto Storia della Confederazione agricoltori, curato il saggio Praga 1968. La Primavera e la sinistra Italiana e lavorato ai Diari di Fanfani. 

 

VATICAN INSIDER

I Francescani non hanno abbandonato la popolazione: invocano la pace e denunciano la maggiore attenzione degli Stati all’esodo dei profughi piuttosto che alla situazione stessa

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