Martedì, 27 April 2004 02:00

Gheddafi alla prova del suo riscatto

Written by Ufficio stampa Airl Onlus

Comunicato del 27 aprile 2004

Al momento non è possibile valutare i risultati della visita di Gheddafi a Bruxelles, che il presidente Romano Prodi ha voluto con sospetta insistenza e radioso ottimismo, a mandato quasi scaduto e in piena campagna elettorale. Molti aspetti di questo scenografico evento, definito prematuramente “storico” dai mass media, dovranno essere esaminati con il rigore e la severità che il caso Libia richiede, visti i precedenti. La rinuncia al terrorismo e alle armi di distruzione di massa sono un primo passo fondamentale che non basta. Vedremo se il colonnello Gheddafi accetterà davvero il processo di Barcellona, come ha promesso, con le responsabilità e gli impegni concreti che questa formula di sviluppo democratico comporta per i Paesi aderenti. Vedremo se, come gli viene chiesto anche da Amnesty International, sarà capace di trasformare la Libia governata da un regime mono-familiare, in uno stato moderno, rispettoso dei diritti dei suoi cittadini e delle regole della comunità internazionale. Noi glielo auguriamo, perché amiamo quella terra e il suo popolo. Quest'uomo duro e superbo, 34 anni fa, espulse la nostra collettività di italiani nati in Libia, confiscandone i beni e la memoria e decretandone l'ostracismo a vita che pesa sulla nostra dignità. La storia lo ha spinto di nuovo verso quelle sponde d'Europa che aveva minacciato di aggredire. Lo aspettiamo volentieri alla prova della verità e del riscatto. E vedremo quindi, innanzitutto se, accettando le imperiose ragioni della storia come noi stessi abbiamo fatto, sarà capace di riconciliarsi con l'Italia e con gli italiani.

 

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