Lunedì, 22 August 2011 02:00

Libia: rimpatriati, nuovo corso lasci posto anche a noi 'vogliamo riconoscimento morale di nostro ruolo nel paese'

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Dichiarazioni riprese dall'ANSA del 22 agosto 2011

''Siamo vicini al nuovo corso della Libia e mi auguro che ora ci sia un posto anche per noi, un riconoscimento morale della nostra presenza in quel Paese''.

Cosi' Giovanna Ortu, presidente dell'Associazione Rimpatriati Italiani dalla Libia (Airl), ha commentato all'ANSA la conquista di Tripoli da parte degli insorti.

''Vedere quella che una volta si chiamava Piazza Castello gremita di oppositori al regime di Gheddafi e' stato un evento di grande valore per me'', ha spiegato la Ortu, secondo la quale, tuttavia, la vera ''sorpresa e' stata l'insurrezione del 17 febbraio''. Ora, la presidente dell'Airl chiede al nuovo governo libico un maggior riconoscimento rispetto al passato.

''Non vogliamo certo tornare in Libia, ma ci auguriamo che la nostra presenza sia vista per il suo valore e non come una scomoda testimonianza'', ha osservato la Ortu. Sul futuro del Trattato di amicizia italo-libico, Ortu ha sottolineato: ''Va rivisto su basi piu' eque, senza quelle inammissibili scuse che il nostro governo ha reiterato a Gheddafi'' negli ultimi anni. ''Occorre rivedere il trattato sulla base della dignita', poi nasceranno gli affari'', ha ancora puntualizzato la Ortu.

Rivolgendosi al governo italiano, la presidente dei rimpatriati ha ricordato: ''Noi aspettiamo ancora un indennizzo da 40 anni. Prima delle aziende italiane ci siamo noi, e l'entita' del nostro indennizzo e' ben piu' modesta''. ''Noi - ha concluso - siamo persone'' e 40 anni fa ''siamo state barattate dal governo italiano in cambio dei suoi interessi economici''.

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