Martedì, 30 August 2011 02:00

Libia: i rimpatriati chiedono al governo di riaprire il dossier sulla confisca dei beni

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Comunicato stampa del 30 agosto 2011

Con quali sentimenti i rimpatriati dalla Libia vivono il terzo anniversario del Trattato storico italo libico firmato con l'amico Gheddafi il 30 agosto 2008 da un'Italia prona ad ogni suo diktat? E' indimenticabile l'immagine delle nostre Frecce Tricolori mandate a sorvolare il cielo di Tripoli per il secondo anniversario e, peggio ancora, lo show orchestrato per il Colonnello appena un anno fa, con dispiego di uomini, mezzi e cavalli.

 “Ma” commenta Giovanna Ortu, Presidente dell'Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia “più che i ricordi di quelle immagini mi fa trasalire il pensiero del discorso pronunciato nei nostri confronti l'anno passato da quello che oggi è riconosciuto universalmente come un carnefice: ‘Nel 1970 sono stato clemente con gli italiani infliggendo loro solo la confisca e l'espulsione. I miei amici rivoluzionari pretendevano che fossero rinchiusi in un campo di concentramento per morire di fame e di sete!' Nessuna voce si levò allora in nostra difesa in nome dei vantaggiosi contratti economici da ottenere attraverso il Trattato e, soprattutto, ci chiediamo, chi sono questi nostri nuovi amici? Bisognerà assicurarsi che fra di loro non ci sia l'oggi dissidente Jalloud!”

 “Grazie a Dio” continua Ortu “il coraggio del popolo libico ha cancellato, ahimè nel sangue, le minacce di un anno fa e l'infame giogo della dittatura. Ma proprio in questa ricorrenza è arrivato il momento di esigere che il nostro governo pretenda di riaprire, come primo dossier, quello relativo alla nostra confisca e alla nostra espulsione! E' il capitolo e il Trattato internazionale più antico per cui una soluzione consisterà nel dare finalmente un ristoro materiale alle prime vittime del regime del Colonnello Gheddafi!”

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