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Tripoli amata

La storia di Tripoli dal 1911 al 1940 è narrata dall\'autrice attraverso le vicende umane di Coty, una giovane donna, nipote di Riccardo Cassar, un nonno troppo ricco e molto noto e stimato dalle popolazioni locali.

Come era Tripoli, come vi si viveva durante il dominio turco, come lo fu e come vi si visse durante l\'occupazione italiana è descritto con cura del particolare e straordinaria precisione di immagini così che noi riviviamo abitudini, costumi, usanze, cibi e ritroviamo persino persone effettivamente vissute, ma ormai lontane nel tempo.

Il romanzo è ben condotto, è da leggere e da godere con attenzione. Esso è memoria, quindi è “romanzo-verità” ed è insieme “romanzo-denuncia”: bianco e nero sulle vicende liete e tristi del governo italiano in Libia. Quel che piace di più è inoltre la coscienza sempre vigile su quel che è l\'arcano significato della vita ; quel significato che le diverse religioni interpretano, seguono e perseguono in diversa misura, ma sempre volte alla ricerca di quella pace rispettosa della persona umana, senza soprusi, senza violenze, senza guerre, che è l\'aspirazione comune degli uomini tutti.

Se i riferimenti ai luoghi e alle persone sono ricchi di particolari e perfettamente aderenti ai soggetti, non mi paiono altrettanto verosimili (ne chiedo scusa all\'autrice) la complicità e le confidenze politiche fra Italo Balbo e la bella protagonista del racconto.

Nel finale c\'è anche un “tocco” di fanta-politica. Lascio ai lettori il piacere di scoprire questa…nuova suggestiva ipotesi!

Additional Info

  • Autore: Mirella Curcio
  • Casa editrice: La Vita Felice
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