Una città e il suo fotografo. La Bengasi coloniale (1912-1941) con 110 illustrazioni

Questo nuovo libro di Francesco Prestopino vede la luce a 110 anni dalla nascita di suo nonno, Gaetano Nascia, al quale, in comunione con tanti altri “pionieri”, esso è dedicato. Nascia, mancato nel 1963, ha vissuto a Bengasi per quasi vent’anni, intensi, felici e ricchi di soddisfazioni.
Vediamo Gaetano, insofferente e costretto entro i limiti ambientali della sua Sicilia, che decide, ancora giovanissimo, di affrontare con la sua sposa una vita di incognite e di disagi in cui però intravede future prospettive in quello che era, allora come ora, un Paese estremamente difficile, la Libia. 
Lo seguiamo nella sua maturazione professionale, familiare e sociale fino a quando, malgrado la sua tenacia e contro la sua volontà, è obbligato dagli eventi bellici ad abbandonare la ormai “sua Bengasi”: città della cui crescita è stato testimone e della quale ha lasciato testimonianza attraverso numerose e belle immagini.
Alla fine del ’41 Nascia, ancora in pieno vigore ma ferito e amareggiato dalla negativa conclusione di un sogno affascinante bruscamente interrotto, armato del coraggio che non gli è mai mancato, inizia la terza fase della vita a Bologna, dove riprende la sua attività aprendo un studio fotografico.
Ma non è solo a lui, peraltro sempre presente, che il libro di Prestopino è dedicato. Come ben dice il titolo, la vera protagonista è Bengasi, città in cui l’autore è nato e che ha dovuto lasciare ancora bambino. La città rivive attraverso i suoi ricordi infantili ma precisi e i suoi viaggi compiuti quando il caso e il suo lavoro lo hanno riportato in Libia, consentendogli di effettuare una sistematica ricerca delle cose e, per quanto possibile, delle persone.
L’opera è il frutto di un’approfondita indagine esercitata non solo sui ricordi suoi e di quanti hanno vissuto l’epopea italiana in Cirenaica, ma anche sullo studio bibliografico. Ricchissima è, infatti, la bibliografia citata dall’autore a sua volta appassionato ricercatore e collezionista di pubblicazioni riguardanti la Libia.
Il risultato è un attento compendio storico-politico della città e dei suoi abitanti dalle origini fino alla Seconda Guerra Mondiale: uno spaccato indubbiamente interessante e rivelatore per chi di Libia ne sa poco, certamente importante per chi in quella terra è vissuto, ha messo radici.
Il contributo fotografico di Gaetano Nascia, impreziosisce l’opera, sfumandola di nostalgia.
Il nucleo del libro è comunque il resoconto della colonizzazione italiana in Cirenaica e, in particolare, a Bengasi. Tralasciando gli aspetti militari, politici e sociali, ci si trova di fronte a pagine con elenchi di nomi, strade, case, opere pubbliche come in una “videata” panoramica appena ammorbidita da qualche ricordo.
Si direbbe che il lato professionale, tecnico dell’autore prenda il sopravvento, oppure che sia un metodo deliberatamente scelto per eliminare pensieri, opinioni, commenti personali, adottando così un’autocensura mirata a mantenere la massima obiettività. Sia pure nella sua aridità, questa elencazione di fatti e cose corredati dalle testimonianze fotografiche, è, a nostro avviso, il più bel regalo fatto da Prestopino ai suoi concittadini bengasini: l’offerta di un ricordo individuale. Ciascuno, leggendo il libro, farà riemergere dal proprio passato una serie di ricordi, anche quelli che, per non soffrire, pensavano di avere dimenticato.
E, insieme al ricordo, anche l’orgoglio; perché si avverte dominante in queste pagine la fierezza per il tanto che è stato fatto, dai singoli, dalla comunità e dallo Stato a favore di un grande disegno di riscatto sociale e di positiva costruttività. 
Guidato dal suo sentimento per la terra in cui è nato, Franco Prestopino ha scritto un’opera che non solo è un importante tributo alla conoscenza dei fatti, ma anche un omaggio ai coraggiosi pionieri delle “Quarta sponda”.

Additional Info

  • Autore: Francesco Prestopino
  • Casa editrice: La vita felice
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